Convergenza IT OT: quanto conta l’ammodernamento applicativo

L’evoluzione tecnologica ha subito bruschi e continui strappi nel corso degli ultimi vent’anni, richiedendo un nuovo approccio. Se prima si controllava la velocità del cambiamento, oggi la variabile cruciale è l’accelerazione, spesso con impennate improvvise. Il modo stesso di considerare l’innovazione ha subito numerose modifiche fino a raggiungere un nuovo modello sufficientemente stabile.

Il nuovo modello di convergenza IT/OT è oggi pronto, e ha tutte le caratteristiche di robustezza e durabilità per integrare lo sviluppo di applicazioni con sicurezza e intelligenza artificiale sulle opportune architetture.

Microservizi, base delle applicazioni moderne

La soluzione software ai complessi problemi attuali è disponibile. Grandi quantità di dati eterogenei vengono analizzati ed elaborati rapidamente, e inviati agli utenti finali su qualunque dispositivo. Il tutto è reso possibile dalla suddivisione delle grandi applicazioni in moduli ridotti, detti microservizi, eseguiti in ambienti virtualizzati, prevalentemente in cloud.

Eventuali problemi in un microservizio non si propagano agli altri moduli, consentendo un’esecuzione stabile e continua. Questo è il modello moderno di applicazioni.

La coesistenza con sistemi legacy

Molte realtà aziendali utilizzano ancora software sviluppato prima dell’avvento dei microservizi, in esecuzione su hardware eterogeneo. Questi sistemi, spesso personalizzati nel tempo da operatori e analisti, svolgono ancora funzioni fondamentali.

L’idea di sostituirli integralmente con tecnologie moderne, sebbene concettualmente corretta, è spesso impraticabile per costi elevati e rischi operativi. In alcuni casi limitati si può valutare una riscrittura, ma in generale si tratta di sistemi troppo estesi per una migrazione immediata.

Convergenza IT/OT: liberare dati e processi dal legacy

Il legacy e il nuovo devono coesistere. Tale convivenza può essere passiva (integrazione manuale) o attiva, attraverso soluzioni software che intercettano i dati del legacy e li rendono disponibili al nuovo sistema. Questo approccio consente di mantenere l’operatività esistente riducendo tempi e costi.

Si tratta di un investimento e non di un semplice costo: dati e processi raccolti possono diventare un patrimonio storico e strategico per l’azienda, utile anche per attività di analytics e big data.

Un ulteriore vantaggio competitivo deriva dalla rielaborazione dei processi. Chi parte prima, ottimizza prima e si posiziona meglio sul mercato. Le nuove tecnologie portano con sé nuove soluzioni, favorendo nuovi player non gravati dalla gestione del legacy.

Per individuare la strategia migliore, è fondamentale un assessment completo del software aziendale. Bisogna scegliere con cura cosa modernizzare, lasciando in funzione ciò che non è conveniente toccare, ma che va comunque integrato nel nuovo ecosistema.

Il risultato sarà un ammodernamento efficace del parco applicativo, costruito su misura per l’azienda, che abilita flussi di dati e processi senza interruzioni.

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