Programmazione Agile: come realizzarla in sei step
Mai come in quest’epoca di trasformazione digitale gli utenti di prodotti e servizi IT stanno mostrando quanto le loro aspettative siano elevate riguardo alla qualità del software, e alla velocità e frequenza con cui il codice delle app dev’essere aggiornato, per fornire le funzionalità richieste e correggere bug e difetti nel minor tempo possibile: in quest’ottica, la programmazione agile ha l’obiettivo di soddisfare la necessità aziendale di rispondere con la massima flessibilità e velocità ai cambiamenti, imparando dagli errori, per fornire con efficienza agli utilizzatori finali i requisiti che richiedono in determinati prodotti o servizi software.
Programmazione agile, cos’è
Il documento che definisce valori e princìpi della programmazione agile è il Manifesto per lo Sviluppo Agile di Software, realizzato da un gruppo di sviluppatori e pubblicato nel 2001. L’obiettivo del Manifesto Agile è aiutare i team di lavoro a migliorare di continuo i processi di sviluppo software, superando in particolare i limiti della classica metodologia di sviluppo ‘waterfall’ (a cascata), in cui il progetto procede secondo una modalità sequenziale, recependo tutte le specifiche all’inizio e non prevedendo la possibilità di revisioni iterative lungo il ciclo di sviluppo.
Il paradigma della programmazione agile punta a migliorare il processo di sviluppo ponendo l’accento su quattro princìpi fondamentali:
- Individui e interazioni contano più di processi e strumenti
- Un software funzionante è prioritario rispetto a una documentazione esaustiva
- La collaborazione col cliente va privilegiata rispetto alla negoziazione dei contratti
- Rispondere al cambiamento è più importante che seguire un piano
Programmazione agile, quali elementi valutare prima di adottarla
Non è detto che il paradigma di sviluppo agile possa adattarsi in egual misura a tutti i team di lavoro: pertanto, prima di decidere se adottare la programmazione agile, è utile valutare quanto tale modello di sviluppo possa essere accettabile e condivisibile nella propria realtà aziendale e professionale.
Occorre, soprattutto, capire quanto il team sia disposto a sopportare lo stress derivante dalle continue attività di testing, e si senta di rilasciare un prodotto minimo funzionante (MVP), ancora quindi incompleto; quale sia il livello di rischio di fallimento accettabile, e di predisposizione del team a risolvere i problemi che si presenteranno. È anche necessario comprendere in che misura il gruppo di sviluppatori sia incline a modificare di frequente il software, per soddisfare i requisiti richiesti dal committente del progetto; stabilire quanto sia rigida la gerarchia vigente nel ciclo di sviluppo, e saper stimare i progressi compiuti con la programmazione agile.
Implementare la programmazione agile, i passi chiave
Uno volta appurato il grado di maturità dell’organizzazione IT nell’abbracciare il paradigma della programmazione agile, tale metodologia è implementabile seguendo alcuni step:
- Stabilire l’esigenza di business a cui l’iniziativa d’innovazione vuol dare risposta, che benefici produrrà e per quali utenti.
- Definire una roadmap di prodotto, segnata da tappe, ciascuna con caratteristiche, requisiti, obiettivi da raggiungere e una stima di massima del tempo per svilupparli.
- Definire un calendario per un piano di rilascio di software funzionante (MVP), che tenga conto della molteplicità di rilasci e dia priorità alle funzionalità da fornire subito.
- Programmare gli sprint, cioè i periodi entro cui completare e revisionare ogni attività. Al termine di ciascuno sprint si verifica cosa è stato fatto e come migliorare nel successivo.
- Verificare con i committenti se tutti i requisiti sono soddisfatti e, in caso contrario, come completarli.
- Condurre una retrospettiva in cui il team riflette sul processo e su come migliorarlo ulteriormente.